PROVE - MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA - INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI - IN GENERE - Intercettazioni telefoniche - Attività di intercettazione effettuata all'estero - Artt. 23, d.lgs n. 52 del 2017 e 44, d.lgs. n. 108 del 2017 - Informazione dello Stato in cui si trova il dispositivo controllato - Obbligo del pubblico ministero - Presupposti - Fattispecie.
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sez. 4 penale sentenza n. 24800 del 2020
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| Paziņojuma presei / kopsavilkuma virsraksts | - |
| Paziņojuma presei / kopsavilkuma numurs | - |
| Paziņojuma presei pilns teksts |
sent 202024800 en.pdf
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| ECLI numurs | - |
| ELI numurs | - |
| Nolēmuma oriģinālvaloda | italien |
| Dokumenta datums | 06/12/2021 |
| Izdevējtiesa | Corte suprema di cassazione (IT) |
| Joma |
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| EUROVOC joma |
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| Valsts tiesību norma | - |
| Minētā Savienības tiesību norma | - |
| Starptautisko tiesību norma | - |
| Apraksts |
«In tema di intercettazioni telefoniche, in base agli artt. 23, d.lgs 5 aprile 2017, n. 52 e 44, d.lgs. 21 giugno 2017, n. 108, il pubblico ministero deve notificare all’autorità estera l’esistenza dell’attività captativa in corso non appena abbia acquisito notizia certa che l’utenza intercettata si trovi nel territorio di uno stato membro dell’Unione europea. (In applicazione di tale principio la Corte ha ritenuto immune da censure il provvedimento impugnato, che aveva escluso la violazione delle disposizioni citate in una fattispecie in cui il pubblico ministero procedente non aveva acquisito la suddetta certezza, tenuto conto del fatto che l’utenza intercettata si era spostata all’estero per un brevissimo arco temporale e che l’attività di monitoraggio delle utenze veniva svolta dalla polizia giudiziaria che poi ne informava il pubblico ministero con periodiche relazioni, così da doversi escludere che quest’ultimo potesse avere la diretta e immediata rappresentazione della presenza del dispositivo intercettato fuori dal territorio italiano)» |
